9 Febbraio, 2019

Cosa cura l’Osteopatia?

by osteopatialacalamita in Osteopatia, Osteopatia & Medicina

La domanda andrebbe riformulata…

Perché?

Perché l’osteopata è un operatore del benessere, non della patologia; egli non guarisce, ma pone l’organismo nelle migliori condizioni per guarire.

Dunque sarebbe più opportuno chiedere:

“Quali sono quelle affezioni che possono usufruire e beneficiare della pratica osteopatica?”

L’osteopata può trattare e tratta una grande varietà di pazienti con ottimi risultati (si stima che in Italia, che non è certo un paese pioniere del movimento, 10 milioni di persone scelgano questo approccio terapeutico): qual è il suo segreto? Il segreto è il sostegno di un grande alleato, l’organismo del paziente, il quale, ricevuti gli giusti stimoli, fa di tutto per ritrovare l’equilibrio, e quindi il benessere.
Prima di passare in rassegna le principali indicazioni, va fatta una precisazione tecnica: l’osteopata stabilisce di dover trattare delle zone risultate positive a test specifici. Queste aree rappresentano le disfunzioni del paziente. Ma che cos’è la disfunzione? Essa indica la “terra di mezzo” tra la salute e la patologia, tra il fisiologico e l’afisiologico. Intervenendo su queste zone, l’operatore spezza delle catene funzionali che potrebbero potenzialmente portare alla manifestazione di sintomi anche a distanza.

Ma vediamo adesso i più frequenti casi gestiti negli studi osteopatici:

  • Cervicalgie, dorsalgie e lombalgie, che possono essere provocate da cause meccaniche o di altro genere (viscerale, metabolico, neurologico, circolatorio) e saranno pertanto trattate in maniera specifica;
  • Disturbi dell’apparato locomotore, correlati ad una cattiva postura o a sovraccarichi funzionali, come ad esempio tendiniti e rigidità muscolari;
  • Disordini dell’apparato gastro-intestinale, come reflussi, gastriti, coliti, etc., dove la mano del terapeuta può sciogliere le aderenze dei tessuti e restituire mobilità e funzionalità agli organi;
  • Disfunzioni dell’apparato masticatorio, le classiche malocclusioni di cui si parla tanto oggi, perché possono condizionare pesantemente il benessere del paziente, e che spesso portano ad un rapporto diretto di collaborazione dentista-osteopata;
  • Problematiche del neonato come torcicollo congenito, colichette, reflusso, plagiocefalie (alterazioni della forma del cranio), molto reattive al trattamento;
  • Somatizzazioni di stati emotivi (tensione nervosa, ansia, etc); i malesseri psico-somatici sono infatti oggi universalmente riconosciuti anche dalla medicina tradizionale: il corpo e la mente sono due entità strettamente legate.

Si può dunque affermare che l’osteopatia rappresenti un valido aiuto per tutti.